Le deroghe al divieto di sosta in favore dei disabili non sono ammesse se il divieto non è stabilito da un provvedimento dell'autorità competente ma direttamente dalla legge

Da Studio Legale LAW: Sosta in uno spazio non consentito di un’autovettura appartenente alla moglie invalida trasportata.

“l’art. 11 co. 1 del D.P.R. 503 del 1996, disciplinante la “circolazione e sosta dei veicoli al servizio delle persone disabili”e prevedente che “alle persone detentrici del contrassegno di cui all’art. 12, viene consentita, […] purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso [..] sia stata vietata o limitata la sosta”, va in tale ultima parte interpretato [..] con riferimento non generalizzato a tutti i casi in cui la sosta sia vietata, bensì limitato a quelli nei quali il divieto sia stato stabilito con un apposito provvedimento dell’autorità competente, lasciando così al di fuori della relativa previsione tutte le ipotesi, direttamente riconducibili alla legge (o a regolamenti integrativi, aventi carattere di generalità), nei quali la valutazione di non ammissibilità della sosta (in relazione alle superiori esigenze collettive della sicurezza e della regolarità della circolazione) non esige un concreto apprezzamento da parte della P.A., ma è insita nella disposizione stessa, essendo stata compiuta “a monte” e direttamente dal legislatore, costituendo pertanto la ratio stessa del divieto. Solo nei diversi casi in cui il divieto sia stato stabilito con provvedimento ad hoc dell’autorità competente, a quest’ultima è conferita una potestà, altrettanto discrezionale, di autorizzare la fermatala sosta (o la circolazione) in deroga al divieto, imposto ai rimanenti utenti della strada, facoltà che tuttavia incontra il limite costituito dall’insussistenza di “grave intralcio al traffico”.
Sulla scorta di tali premesse normative e considerato che nel caso di specie la sosta, avvenuta come da verbale, assistito da fede privilegiata ex art. 2700 c.c., su “isola di traffico” […], era stata dunque attuata in violazione non di uno specifico divieto, temporaneo o permanente, adottato dall’autorità comunale, ma imposto ex legge, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 146 co. 2, 158 lett. d), non sarebbe stata necessaria alcuna indagine in concreto sulla sussistenza ed entità dell’intralcio al traffico[…]. Nel caso di specie, invero, il divieto di circolazione, e quindi anche della sosta (costituente una modalità di circolazione dei veicoli), derivava direttamente dalla legge e, come tale, andava osservato da tutti i conducenti, ivi compresi quelli di veicoli a servizio di persone disabili, per i quali non sussisteva possibilità alcuna di deroga ai sensi della citata norma speciale, neppure nella dedotta ipotesi in cui gli spazi di sosta riservati a tali soggetti fossero stati tutti, legittimamente o meno, occupati.

(Corte di Cassazione Sez. Seconda Civ. – Sent. del 21.02.2012, n. 2491)

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