Pillole di giurisprudenza: omessa pronuncia e rigetto implicito

La S.C. chiarisce quando ricorre il vizio di omessa pronuncia e, quando, invece, vi è stato un implicito rigetto della domanda.

Corte di Cassazione Tributaria, Ordinanza 13 dicembre 2018, n. 32258

La giurisprudenza di legittimità, con orientamento consolidato dal quale questo collegio non intende discostarsi, ha affermato che ad integrare gli estremi del vizio di omessa pronuncia non basta la mancanza di un’espressa statuizione del giudice, ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto: ciò non si verifica quando la decisione adottata comporti la reiezione della pretesa fatta valere dalla parte, anche se manchi in proposito una specifica argomentazione, dovendo ravvisarsi una statuizione implicita di rigetto quando la pretesa avanzata col capo di domanda non espressamente esaminato risulti incompatibile con l’impostazione logico-giuridica della pronuncia (cfr. Cass., ord. n. 24155/2017; sent. n. 20311/2011). Nel caso di specie la decisione adottata dal giudice d’appello mostra consapevolezza delle eccezioni sollevate ma decide sulla controversia, accogliendo l’impugnazione con argomentazioni implicanti una statuizione implicita di rigetto delle medesime

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