La prescrizione dei crediti esattoriali non si trasforma in decennale (Sezioni Unite 23307/2016)

E’ una notizia da prendere con le dovute cautele, poiché è uscita su un solo sito web (http://www.tributarioweb.it/), ma sembra che le Sezioni Unite si siano finalmente espresse sulla questione della prescrizione dei crediti portati dalle cartelle di pagamento.

Secondo quanto riferito, la sentenza delle SS.UU. (sentenza n° 23397 depositata il 17-11-2016) confermerebbe l’orientamento maggioritario precedente ai recenti arresti della Suprema Corte di Cassazione. Le cartelle di pagamento, non essendo titoli di formazione giurisdizionale, non rientrano nella previsione dell’art. 2953 cod. civ.. Pertanto, se il termine di prescrizione per il credito sottostante la cartella di pagamento è stabilito in cinque anni, esso non muta.

Ne consegue che, trascorsi cinque anni dalla notifica della cartella di pagamento senza che siano notificati al contribuente idonei atti interruttivi della prescrizione, il credito si estingue. Ovviamente, sarà necessario un accertamento giudiziale in tal senso.

Il principio non è rivoluzionario e conferma quanto già le Sezioni Unite avevano stabilito in relazione alla prescrizione dell’ingiunzione fiscale. Tuttavia, con alcune recenti sentenze in materia previdenziale, la Cassazione aveva sostenuto che la cartella non impugnata determinava, oltre alla irretrattabilità del credito, anche la trasformazione della prescrizione in decennale (se era fissata in un termine più breve, come per i crediti previdenziali).

Da oggi quindi, trascorsi cinque anni dalla notifica della cartella, si potranno ritenere prescritti tutti i crediti per contravvenzioni al codice della strada, i crediti previdenziali ed i tributi locali (TARI, IMU, bolli auto)

Si attendono conferme.