Illegittima la compensazione delle spese di lite con motivazione generica

“il riferimento a “recentissima giurisprudenza di legittimità”, neppure specificamente indicata, risulta assolutamente inidoneo a consentire il controllo sulla congruità delle ragioni idonee a giustificare la compensazione delle spese di lite, con la conseguenza che l’immotivata compensazione delle stesse finisce col pregiudicare il concreto esercizio del diritto di difesa garantito dall’art. 24 Cost. (si vedano, tra le molte, Cass. sez. 6-2, ord. 24 aprile 2013, n. 10026; Cass. sez. 2, 10 aprile 2012, n. 5696).

Trattasi, all’evidenza, di argomentazione affatto appagante del precetto legislativo e che si risolve in una motivazione – sulla gravità ed eccezionalità delle ragioni di compensazione delle spese processuali -assolutamente inidonea ad assolvere alla funzione specifica di esplicitare la ragione della decisione assunta, così da determinarne un’anomalia talmente grave da tradursi, come chiarito da Cass., Sez. U., 7 aprile 2014, n. 8053 e n. 8054, in vizio di violazione di legge costituzionalmente rilevante (v. anche Cass., Sez. U., n. 22232 del 2016, Rv. 641526, nonchè in fattispecie analoga, Cass., Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 25594 del 12/10/2018, Rv. 650982), tale da imporre, anche in relazione a tale profilo, la cassazione della sentenza impugnata.”

Cassazione civile, sez. VI, sentenza del 22/03/2019 n. 8252