In caso di udienza a trattazione scritta i termini decorrono dalla comunicazione dell’ordinanza

Corte di Cassazione, Sez. I, Ordinanza n. 13735 del 18 maggio 2023

il provvedimento qui impugnato è stato adottato nella sede dell’udienza “cartolare”, a trattazione scritta, prevista dal D.L. n. 17 marzo 2020, n. 18, art. 83, commi 6 e 7, lett. h), (convertito in L. 24 aprile 2020, n. 27 così come modificati dal D.L. n. 30 aprile 2020, n. 28), ossia dalle norme regolatrici della c.d. udienza cartolare “pandemica”, oggi assurta a mezzo di trattazione ordinario, dopo la introduzione dell’art. 127 ter c.p.c. Ne consegue che il provvedimento oggetto dell’odierna impugnazione è stato assunto nel contesto di un’udienza svoltasi con le forme della trattazione scritta e, dunque, pronunciato “fuori udienza”, con l’ulteriore conseguenza che non può predicarsi l’applicazione della regola generale di cui all’art. 176, comma 2, primo periodo c.p.c., nè tantomeno i principi enunciati dalla giurisprudenza di questa Corte, per come sopra ricordati in premessa. Sul punto va ricordato che, ai sensi dell’art. 176, comma 2, c.p.c., “le ordinanze pronunciate in udienza si ritengono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi; quelle pronunciate fuori dell’udienza sono comunicate a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi”. Ne discende che la conoscenza di un provvedimento assunto in un'”udienza”, celebrata con le forme della “trattazione scritta”, non può che avvenire all’esito della comunicazione di cancelleria, realizzata ai sensi del secondo periodo del citato art. 176, comma 2. In realtà, si deve ritenere che la presunzione legale di conoscenza dei provvedimenti assunti in udienza in capo ai soggetti presenti o che dovevano comparirvi, ai sensi del primo periodo dell’art. 176 comma 2, c.p.c., non risulta applicabile ai provvedimenti pronunciati fuori udienza, ai quali, invece, si applica il secondo periodo della norma da ultimo citata, secondo cui le ordinanze pronunciate fuori udienza sono comunicate a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi.

Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 13735 del 18 maggio 2023