Hai ricevuto una cartella di pagamento, un’intimazione di pagamento, un preavviso di fermo, un fermo amministrativo, un’ipoteca o un altro atto della riscossione?
Attraverso questo strumento puoi inviare allo Studio Legale Carcaterra la scansione dell’atto ricevuto, la data di notifica e alcune informazioni utili per una prima valutazione.
La verifica può riguardare, a seconda del caso concreto, termini di impugnazione, notifiche, atti presupposti, prescrizione, decadenza e possibili rimedi, ove ne ricorrano i presupposti.
Lo Studio ha sede a Ischia e opera anche su Napoli e in tutt’Italia; le pratiche di natura prevalentemente documentale possono essere valutate e gestite anche da remoto, quando la natura del caso e la documentazione disponibile lo consentono.
L’invio della richiesta di verifica documentale non comporta assunzione automatica dell’incarico e non sostituisce un parere legale completo.
Verifica preliminare cartella, intimazione o fermo
Puoi preparare una richiesta essenziale da inviare allo Studio insieme alla scansione dell’atto ricevuto. L’anteprima si aggiorna automaticamente mentre compili i campi.
Per una verifica preliminare è utile inviare l’atto ricevuto in formato integrale e indicare la data di notifica dell’atto. Puoi aggiungere eventuali note se ritieni che vi siano informazioni utili per inquadrare la richiesta.
Anteprima da inviare allo Studio
Puoi copiare il testo per email o WhatsApp, oppure inviare tutto dal sito con l’allegato selezionato.
Con WhatsApp e con il pulsante email il testo viene inserito automaticamente nel messaggio da inviare allo Studio. Per ragioni tecniche, i link WhatsApp ed email non possono allegare automaticamente la scansione: l’atto va allegato manualmente nella chat o nell’email. Oppure, invia gli allegati direttamente premendo il tasto “Invia tutto via web”.
Cosa può essere verificato sull’atto ricevuto
Quando si riceve un atto della riscossione, non è sufficiente controllare l’importo richiesto. Può essere necessario verificare quale atto sia stato notificato, a quale credito si riferisca, se siano stati notificati atti precedenti e quali termini siano ancora disponibili per eventuali iniziative.
In particolare, la valutazione documentale può riguardare la regolarità delle notifiche, l’esistenza degli atti presupposti, il decorso del tempo tra un atto e l’altro, l’eventuale prescrizione o decadenza e la corretta individuazione del rimedio esperibile.
La sola ricezione di una cartella, di un’intimazione o di un preavviso di fermo non consente di stabilire automaticamente se l’atto sia contestabile. Per questo è opportuno esaminare il documento integrale e la data di notifica, nonché conoscere gli eventuali atti precedenti collegati allo stesso debito.
Domande frequenti
Posso sapere subito se una cartella è prescritta?
Non sempre. La prescrizione dipende dalla natura del credito, dalle notifiche, dagli eventuali atti interruttivi e dalla documentazione disponibile. Per questo è necessario esaminare gli atti.
Se non ricordo di aver ricevuto la cartella precedente, cosa posso fare?
Può essere utile verificare le notifiche e gli atti presupposti richiamati nell’atto ricevuto, eventualmente acquisendo la documentazione presso l’agente della riscossione o l’ente titolare del diritto di credito.
Il preavviso di fermo o l’ipoteca possono essere contestati?
Dipende dal caso concreto. Possono assumere rilievo la natura del credito, le notifiche precedenti, gli importi, i termini e gli atti richiamati.
La valutazione può essere svolta anche da remoto?
Sì, quando la pratica è prevalentemente documentale e gli atti disponibili consentono una prima verifica a distanza. In alcuni casi possono però essere necessari ulteriori adempimenti o verifiche.
Entro quanti giorni si può contestare l’atto di riscossione?
Dipende da molte variabili (natura del credito, motivi di opposizione, giurisdizione, ecc.); generalmente, quando è previsto un termine, scade tra 20 e 60 giorni dalla notifica dell’atto.
Quando l’atto si considera notificato?
Dipende dal procedimento notificatorio e dalle modalità di esso. Ad esempio, se non ritiri l’atto all’ufficio postale dopo essere stato avvisato del deposito, la notifica è valida e si considera effettuata decorsi 10 giorni dall’avviso; lo stesso vale se ritiri in ritardo, dopo i dieci giorni. La disciplina sulle notifiche è molto articolata e varia da caso a caso. Per proporre un’impugnazione tempestiva è necessario contattare un avvocato prima possibile.
