Deroga al "foro del consumatore": spetta al professionista provare la legittimità della clausola.

Cassazione civile , sez. IV, ordinanza 18.11.2011 n° 24370

per escludere la competenza del “foro del consumatore” si impone al professionista convenuto l’onere della prova che la diversa competenza è stata negoziata in base a specifica trattativa e che non ne deriva uno squilibrio “significativo” delle reciproche posizioni contrattuali, secondo la direttiva posta dall’art. 33 nel suo comma 1; e che, in assenza dell’assolvimento di detto onere processuale, la eventuale indicazione contrattuale di una competenza corrispondente a quella (forum destinatae solutionis, sede imprenditoriale etc.) che sarebbe individuabile in base ai criteri generali (artt. 18, 19 e 20 cod. proc. civ.) non vale a salvaguardare la validità della clausola, nonostante la generale previsione della validità (non vessatorietà) di clausole “che riproducono disposizioni di legge” (D.Lgs. n. 206, art. 34, comma 3), perchè lo impedisce la funzione della normativa, che è quella di apprestare una speciale tutela per il consumatore (Cass. n. 16336 del 2004 cit., con riferimento all’art. 1469-bis cod. civ., e Cass. n. 6802 del 2010, quanto alla disciplina ora posta dal D.Lgs. n. 206 del 2005, artt. 33 e 34)

Da Altalex.