Cassazione Civile, Sezione II, Ordinanza n. 6888 del 05 novembre 2010
3. – Con il secondo motivo, denunciando vizio di motivazione, si lamenta che la sentenza impugnata: a) pur affermando di basarsi sulle dichiarazioni rese dall’incolpata ai verbalizzanti, non rechi la sintesi di tali dichiarazioni; b) non si dia carico della circostanza, risultante dagli atti, che il veicolo con il quale si era scontrato quello della Z. sbucava a forte velocità da una curva, tanto che colei che lo guidava era stata a sua volta contravvenzionata per violazione dell’art. 141 C.d.S., commi 2 e 11: il che confermerebbe come, al momento del primo arresto da parte della Z., quel veicolo non ci fosse e fosse comparso, invece, solo allorchè la medesima aveva ripreso la marcia.
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3.1.2. – La censura sub b), poi, attiene a circostanze non decisive. Infatti, l’obbligo di arrestarsi allo “stop” non è eliso dalla violazione di norme di comportamento anche da parte del conducente di altro veicolo avente diritto alla precedenza (cfr., da ult., Cass. 8552/2009 ); nè può essere considerata decisiva la richiamata contestazione, al conducente dell’altro veicolo, della violazione dell’art. 141 C.d.S., comma 2, atteso il contenuto della disposizione violata, che contempla semplicemente il “dovere del conducente di conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.
