Cassa Forense, contributo fino a 3.000 euro per le famiglie numerose: requisiti e domanda per il Bando n. 17/2026

Cassa Forense ha previsto per il 2026 un contributo economico destinato agli iscritti con almeno tre figli di età inferiore a 26 anni. Il Bando n. 17/2026 mette a disposizione complessivamente 1,9 milioni di euro e riconosce 2.000 euro alle famiglie con tre figli, che salgono a 3.000 euro in presenza di più di tre figli. La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro il 30 settembre 2026.

Bando Cassa Forense n. 17/2026: a chi spetta il contributo

Il Bando n. 17/2026 per l’assegnazione di contributi per famiglie numerose è stato emanato da Cassa Forense nell’ambito delle prestazioni a sostegno della famiglia previste dall’art. 10, lett. d), del Regolamento dell’Assistenza.

Lo stanziamento complessivo previsto dal bando è pari a 1.900.000 euro.

La misura è rivolta agli iscritti che abbiano almeno tre figli di età inferiore a 26 anni alla data di pubblicazione del bando.

Il requisito anagrafico dei figli deve quindi essere verificato con riferimento alla data di pubblicazione del bando, che è il 29 aprile 2026, e non semplicemente alla data in cui viene presentata la domanda.

Quanto spetta con il Bando famiglie numerose 2026

Il contributo viene erogato in un’unica soluzione e varia in relazione al numero dei figli:

Numero di figli under 26Contributo
3 figli2.000 euro
Più di 3 figli3.000 euro

La distinzione è quindi piuttosto netta: con tre figli il contributo è di 2.000 euro; con quattro o più figli l’importo sale a 3.000 euro.

È importante, tuttavia, considerare che l’importo indicato dal bando non significa che tutti coloro che presentano una domanda ammissibile riceveranno automaticamente il contributo. Le risorse sono infatti limitate allo stanziamento complessivo di 1,9 milioni di euro e l’erogazione avviene sulla base di una graduatoria.

Chi ha già ricevuto il contributo nel 2024 o nel 2025

Il bando contiene una disposizione particolarmente importante per chi ha già beneficiato della medesima provvidenza.

Per coloro che hanno ricevuto il contributo previsto dai precedenti:

  • Bando n. 12/2024;
  • Bando n. 18/2025;

il contributo 2026 viene ridotto del 50%.

Pertanto, a parità delle altre condizioni, l’importo sarà pari a 1.000 euro per chi ha tre figli e a 1.500 euro per chi ne ha più di tre.

Quali avvocati e praticanti possono presentare la domanda

Il bando individua come destinatari:

  • gli Avvocati iscritti a Cassa Forense;
  • i Praticanti Avvocati iscritti a Cassa Forense;
  • coloro che, alla data di pubblicazione del bando, abbiano un procedimento di iscrizione in corso.

È necessario, inoltre, che il richiedente non sia sospeso ai sensi dell’art. 20 della legge n. 247/2012 e non sia cancellato dall’Albo o dal Registro dei praticanti.

La regola generale prevede anche che il richiedente non sia titolare di alcun trattamento pensionistico.

Il bando introduce però una specifica eccezione: possono partecipare anche coloro che siano titolari di pensione di invalidità o pensione indiretta erogata da Cassa Forense, purché siano in possesso degli ulteriori requisiti richiesti.

Il contributo può essere richiesto da entrambi i genitori?

No.

Il Bando n. 17/2026 stabilisce espressamente che il contributo può essere concesso a uno solo dei genitori, anche nell’ipotesi in cui la domanda venga presentata da entrambi.

La previsione evita quindi un doppio riconoscimento dello stesso beneficio all’interno del medesimo nucleo familiare.

Requisiti: non bastano tre figli under 26

La presenza di almeno tre figli di età inferiore a 26 anni è soltanto uno dei requisiti richiesti.

Per essere ammesso alla graduatoria occorre infatti anche:

  1. essere in regola con le comunicazioni reddituali alla Cassa Forense (Modello 5) per l’intero periodo di iscrizione all’Ente e, comunque, a decorrere dal 1975;
  2. essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali alla Cassa, sia per quelli iscritti a ruolo per gli anni successivi al 2000, sia per quelli in fase di riscossione diretta;
  3. non avere beneficiato di altre prestazioni erogate tramite bandi a sostegno della famiglia emanati da Cassa Forense nel 2026;
  4. non avere percepito una prestazione analoga erogata dallo Stato o da altri enti.

Questi requisiti meritano particolare attenzione perché il bando non configura il contributo come una prestazione spettante semplicemente sulla base del numero dei figli.

Regolarità contributiva e dichiarativa

Uno dei profili da controllare prima di presentare la domanda è la posizione dell’iscritto nei confronti di Cassa Forense.

Il bando richiede infatti la regolarità delle comunicazioni reddituali e dei versamenti contributivi alla data di presentazione della domanda.

La verifica della posizione previdenziale non dovrebbe quindi essere lasciata all’ultimo momento: un’eventuale irregolarità può incidere sull’ammissione alla graduatoria.

ISEE: non c’è una soglia massima, ma determina la graduatoria

Un aspetto che può generare confusione riguarda l’ISEE.

Il Bando n. 17/2026 non stabilisce una soglia massima di ISEE come requisito per partecipare.

L’ISEE viene invece utilizzato per formare la graduatoria.

La graduatoria è predisposta infatti in ordine crescente dei valori ISEE: in altre parole, viene data priorità ai nuclei familiari con ISEE più basso.

A parità di ISEE, prevale il richiedente con il maggior numero di figli minori.

Questa distinzione è importante: avere un ISEE elevato non determina, sulla base del testo del bando, l’esclusione automatica dalla procedura. Significa però collocarsi più indietro nella graduatoria e, considerato lo stanziamento limitato, può ridurre concretamente la possibilità di ottenere il contributo.

Quale ISEE deve essere presentato

Alla domanda deve essere allegata un’attestazione ISEE in corso di validità, riferita al richiedente.

L’attestazione deve essere priva della segnalazione di omissioni o difformità.

Il bando ammette anche la produzione dell’ISEE alla data di riscontro di un’eventuale richiesta di integrazione trasmessa da Cassa Forense, purché siano rispettate le condizioni previste dal bando.

Quali documenti servono per presentare la domanda

La procedura richiede la trasmissione telematica di due elementi principali.

Il richiedente deve produrre:

1. L’autocertificazione relativa ai figli

Devono essere indicati, per ciascun figlio:

  • nome;
  • cognome;
  • data e luogo di nascita;
  • codice fiscale;
  • grado di parentela con il richiedente.

2. L’attestazione ISEE

Deve trattarsi di un ISEE in corso di validità alla data prevista dal bando e senza omissioni o difformità.

È quindi opportuno predisporre la documentazione prima di iniziare la procedura telematica, soprattutto perché eventuali carenze della domanda possono comportare la necessità di una successiva regolarizzazione.

Come presentare la domanda

La domanda può essere presentata esclusivamente attraverso la procedura online predisposta da Cassa Forense.

Il periodo per l’invio è il seguente:

dal 16 luglio 2026 alle ore 24:00 del 30 settembre 2026.

Il termine del 30 settembre deve essere considerato con particolare attenzione: non è sufficiente avere predisposto la documentazione, ma occorre completare la trasmissione telematica entro la scadenza prevista.

Testo integrale del Bando n. 17/2026 sul sito di Cassa Forense

Cosa succede se la domanda è incompleta

Il bando disciplina anche le ipotesi di carenza, incompletezza o irregolarità degli elementi formali della domanda o delle dichiarazioni prodotte.

In questi casi Cassa Forense può richiedere all’interessato le necessarie dichiarazioni, integrazioni o regolarizzazioni.

Il termine previsto è di 15 giorni dalla comunicazione e viene qualificato espressamente come perentorio.

La mancata regolarizzazione entro tale termine comporta l’esclusione.

Per questo motivo è consigliabile controllare con attenzione la propria area riservata e le eventuali comunicazioni ricevute dopo l’invio della domanda.

Come viene formata la graduatoria

Una volta esaminate le domande, Cassa Forense procede alla formazione della graduatoria.

Il criterio principale è il valore ISEE:

ISEE più basso = posizione migliore in graduatoria.

In caso di parità di ISEE, viene attribuita precedenza a chi ha il maggior numero di figli minori.

Il contributo viene erogato fino all’esaurimento dello stanziamento complessivo di 1.900.000 euro.

Ne deriva che non è possibile stabilire, semplicemente sulla base dell’ISEE del singolo richiedente, se il contributo sarà effettivamente riconosciuto: la posizione finale dipenderà dall’insieme delle domande ammesse e dalla relativa graduatoria.

La graduatoria sarà pubblicata senza i nomi

Cassa Forense precisa che la graduatoria sarà pubblicata sul proprio sito senza indicazione del nominativo del richiedente.

Saranno invece riportati:

  • il codice meccanografico o il numero di protocollo della domanda;
  • il valore ISEE utilizzato per la graduatoria;
  • il numero dei figli minori.

La pubblicazione di questi dati è autorizzata dal richiedente con la presentazione della domanda.

Il contributo Cassa Forense è soggetto a tassazione?

Il bando stabilisce espressamente che il contributo ha finalità meramente assistenziale e, pertanto, non concorre alla formazione del reddito di lavoro autonomo nel periodo d’imposta nel quale viene percepito, salvo eventuali successive modifiche.

Si tratta di una previsione specifica contenuta nel Bando n. 17/2026 e va quindi distinta dalla disciplina fiscale applicabile, in generale, alle diverse prestazioni erogate da Cassa Forense.

Bando famiglie numerose Cassa Forense 2026: attenzione a questi cinque punti

Prima di presentare la domanda è opportuno verificare soprattutto:

1. L’età dei figli
Devono essere almeno tre e tutti di età inferiore a 26 anni alla data di pubblicazione del bando.

2. La posizione presso Cassa Forense
Occorre essere in regola con Modello 5 e contribuzione secondo quanto previsto dal bando.

3. L’ISEE
Non è previsto un limite massimo per l’accesso, ma il valore ISEE determina l’ordine della graduatoria.

4. Le altre prestazioni ricevute
Occorre verificare di non avere già beneficiato delle prestazioni incompatibili previste dal bando.

5. La scadenza
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente online entro le ore 24:00 del 30 settembre 2026.

In sintesi

Il Bando n. 17/2026 rappresenta una misura di sostegno economico rivolta agli iscritti a Cassa Forense con almeno tre figli under 26.

L’importo è di 2.000 euro per tre figli e di 3.000 euro per più di tre figli, con riduzione del 50% per chi abbia già beneficiato della medesima provvidenza attraverso i bandi 2024 e/o 2025.

La principale peculiarità della misura è che l’ISEE non costituisce una soglia di accesso, ma il criterio utilizzato per ordinare la graduatoria. A parità di ISEE viene privilegiato il maggior numero di figli minori.

La domanda può essere presentata dal 16 luglio al 30 settembre 2026, esclusivamente online.

Per evitare problemi, prima dell’invio è opportuno verificare sia la validità dell’ISEE e l’assenza di omissioni o difformità, sia la propria posizione dichiarativa e contributiva presso Cassa Forense.

FAQ

Quanti figli bisogna avere per ottenere il contributo Cassa Forense 2026?
Sono necessari almeno tre figli di età inferiore a 26 anni alla data di pubblicazione del Bando n. 17/2026.

Quanto spetta con tre figli?
Il contributo è di 2.000 euro.

Quanto spetta con quattro o più figli?
Il contributo è di 3.000 euro.

È previsto un limite ISEE?
Il bando non prevede un limite massimo di ISEE per la partecipazione. L’ISEE viene utilizzato per determinare la posizione nella graduatoria.

Chi ha già ricevuto il contributo nel 2024 o nel 2025 può presentare la domanda?
Sì, ma il contributo spettante viene ridotto del 50%.

Entrambi i genitori possono presentare domanda?
La prestazione può essere concessa a uno solo dei genitori, anche se la domanda viene presentata da entrambi.

Qual è la scadenza per presentare la domanda?
La domanda deve essere trasmessa entro le ore 24:00 del 30 settembre 2026.

Come si presenta la domanda?
Esclusivamente mediante la procedura online attivata sul sito di Cassa Forense.

Cosa accade se Cassa Forense chiede un’integrazione?
Le integrazioni o regolarizzazioni richieste devono essere prodotte entro il termine perentorio di 15 giorni dalla comunicazione.

Come viene stabilita la graduatoria?
In ordine crescente di ISEE. A parità di ISEE prevale chi ha il maggior numero di figli minori.