Continua da: La zona pedonale di Via Spiaggia dei Pescatori (Ischia-loc. Mandra) – PARTE I
Riprendendo l’articolo sulla zona pedonale di Via Spiaggia dei Pescatori, come preannunciato, parlerò della questione più seria che l’amministrazione del Comune di Ischia dovrebbe cercare di risolvere al più presto, invece di ignorarla come da anni succede.
Come dicevo, secondo quanto disposto con l’ordinanza comunale, la transenna dell’ingresso principale della zona pedonale viene chiusa con un lucchetto alle dieci e trenta di mattina e dovrebbe essere riaperta alle sette del giorno successivo. L’altra barriera resta chiusa fino alla fine dell’estate.
Scrivo “dovrebbe” perché essa viene riaperta durante la notte, sempreché l'”addetto alla riapertura” se ne ricordi.
Mi riferiscono alcuni residenti che, in meno di un mese, in almeno due occasioni, alle nove di mattina la transenna era ancora chiusa poiché l'”addetto” aveva dimenticato di riaprire.
Ma vorrei ritornare alla foto che ha ridestato l’attenzione sulla zona pedonale.
In quella foto si vede una bagnante che, dalla spiaggia, viene trasportata in barella verso la strada. Ciò che non si vede è che quella barella, per arrivare all’ambulanza parcheggiata all’esterno della zona pedonale, ha dovuto percorrere, sotto il sole e sotto gli sguardi dei curiosi, tutta via Spiaggia dei Pescatori, impiegando, tra andata e ritorno, alcuni minuti.
La signora trasportata aveva riportato danni non gravi a seguito di una caduta in spiaggia. Cosa sarebbe accaduto se l’ambulanza fosse accorsa per soccorrere la vittima di un evento più grave, un attacco apoplettico o un infarto, allorquando la rapidità dell’intervento è essenziale per minimizzare i danni?
I vigili urbani e l’assessore al traffico avevano rassicurato sul fatto che gli autisti delle autoambulanze fossero muniti delle chiavi del lucchetto. Chiaramente non è così. O, se è così, non ve ne sono sufficienti copie oppure -ipotesi improbabile- esse non vengono utilizzate.
Certamente quelle chiavi non sono state usate dagli agenti di polizia, che alcuni giorni fa sono intervenuti a piedi per risolvere un emergenza.
Né sono usate dai medici di base che si recano a piedi presso il domicilio degli anziani e malati residenti in zona.
In un comunicato del 14 luglio 2008 l’ANSA scriveva:
Un’ambulanza del 118 e’ rimasta bloccata dalle transenne in una via di Ischia, quando e’ arrivata a destinazione la paziente era morta. L’ambulanza ha impiegato 10 minuti. Quando e’ arrivata in una zona interdetta alla circolazione, con esclusione dei mezzi di soccorso, il personale ha cercato di aprire i lucchetti, ma uno è rimasto chiuso. Passanti e tassisti hanno spostato delle grandi fioriere e l’ambulanza e’ passata. Ma per la donna non c’era piu’ niente da fare.
Non si può accettare il rischio che fatti del genere possano accadere di nuovo.
L’amministrazione comunale ha il dovere di garantire la viabilità dell’area in condizioni di sicurezza ma, evidentemente, data la situazione di fatto innanzi descritta, non sembra assolutamente in grado o non ha la volontà di adempiere a tale dovere.
Peraltro, la situazione di pericolo si protrae da vent’anni e nel tempo nulla è cambiato, nonostante in diversi casi si sia rischiata la tragedia e nonostante l’alternanza delle amministrazioni comunali.
Ma, allora, quali sono gli interessi trasversali che impediscono ogni cambiamento?
Discorso a parte va fatto con riguardo ai disabili, residenti e non, ai quali dovrebbe essere consentita la facoltà di circolare liberamente nella zona pedonale, senza ostacoli, a qualsiasi ora del giorno e della notte, così come previsto dalla legge.
La famosa ordinanza municipale che disciplina la zona pedonale stabilisce:”i diversamente abili residenti nella zona potranno richiedere al Comando di Polizia Locale le chiavi della transenna del varco centrale”.
Anche in questo caso il Comune di Ischia introduce un’illecita discriminazione tra i disabili “residenti” e quelli “non residenti” quando è ormai pacifico in giurisprudenza che il contrassegno invalidi ha valore su tutto il territorio nazionale e la persona invalida può servirsene per circolare con qualsiasi veicolo nelle zone pedonali, non essendo consentito agli enti comunali di limitare l’incondizionato diritto dell’invalido di accedere ad esse.
Ma c’è dell’altro.
Per completezza, vorrei aggiungere che l’eccezione in favore dei “disabili residenti” è stata introdotta solo dopo l’estate del 2008. A quell’epoca il Comune aveva apposto una transenna che impediva finanche l’accesso alla carrozzine.
Una disabile si rivolse a me per sollecitare una soluzione al problema presso i competenti organi comunali ma, dopo aver invano tentato di raggiungere una soluzione bonaria, per far rimuove la transenna fummo costretti a proporre ricorso d’urgenza innanzi al Tribunale.
Ottenemmo il decreto d’urgenza di rimozione della barriera che il Comune non volle eseguire spontaneamente; quindi dovemmo richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che fece tagliare materialmente la transenna; il provvedimento fu confermato all’udienza in contraddittorio tra le parti; non contento, il Comune propose reclamo innanzi al Tribunale in composizione Collegiale ma, anche in quell’occasione, non ebbe successo.
Il Tribunale ordinò, oltre alla rimozione della transenna, che il Comune di Ischia prevenisse “qualsiasi intralcio alla circolazione della disabile, in auto o in carrozzina, su Via Spiaggia dei Pescatori…” e condannò il medesimo Ente al pagamento (con i soldi dei contribuenti) di un risarcimento del danno in favore della stessa, delle spese del procedimento d’urgenza e delle spese del procedimento di esecuzione forzata.
Il Comune, mai domo, continuò testardamente per la sua strada, tanto che dispose, addirittura, la reinstallazione di una nuova transenna che consentiva, sì, il libero transito delle carrozzine, ma non quello delle auto, con ciò contravvenendo all’ordine del Giudice che aveva disposto la “libera circolazione, in auto e in carrozzina”.
Alla fine la mia assistita fu costretta a proporre una querela innanzi alla Procura della Repubblica che ha generato un processo penale per elusione del giudicato a carico dell’allora Comandante dei Vigili Urbani.
Ora, con tutta questa profusione di parole, probabilmente buttate al vento, si vuole evidenziare solo che, nonostante molti uomini dell’amministrazione comunale siano cambiati, oggi la condotta della politica ischitana resta immutata e, per questo, tragica ed avvilente. La pubblica amministrazione appare sempre molto distante dai cittadini ed incapace di cogliere l’importanza delle piccole e grandi esigenze della loro vita quotidiana. E non si rende conto, o non vuole farlo, che da una insignificante transenna di ferro chiusa con un lucchetto potrebbero dipendere le sorti di una preziosa vita umana.
Fortunatamente, in qualche occasione, la magistratura può aiutare. Non ci resta che quello.
Chissà la prossima estate cosa accadrà.
Avv. Mario Carcaterra
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